In questo scorcio tratto dalla serie Remembering Srila Prabhupada, Satsvarupa das Goswami ci offre delle immagini di quei primi giorni. Era il 1966 a New York e Srila Prabhupada cucinava, serviva e lavava anche le pentole per tutti quelli che arrivavano da lui al negozietto della seconda Avenue….l’ultima frase della prosa si riferisce alle parole del dottor Mishra; potete leggere di quell’episodio nella Srila Prabhupada Lilamrita.

A mezzogiorno tu riunivi una decina di giovani che immancabilmente si presentavano,
e perfino se non riuscivano a seguire i principi, tutti erano lì per il prasadam e a nessuno mancava l’entusiasmo.
Era un riso ordinario? Era solo del pane senza lievito?
Ma il riso e il pane non si trovavano anche alle mense? E chi avrebbe pensato al riso come a qualcosa di speciale fino al momento in cui tu lo offrivi come prasadam?
Non era solamente del riso. Era il modo in cui lo servivi.
E le preghiere!
E le pentole scoperte sul pavimento di fronte al piccolo dipinto del Signore Caitanya,

e il fatto che eri tu li a cucinare e ti muovevi a piedi nudi dentro e fuori della cucina.
Tu davi chiaramente importanza al prasadam citando la Bhagavad Gita e anche chi ti seguiva accettava il fatto che il cibo diventava completamente spirituale quando era offerto a Krishna, e noi dicevamo  “Va bene, questo è il bhagavata prasada!”
Conoscevamo piselli, carote eccetera,
ma non le tue speciali miscele di spinaci, cavolfiori, melanzane e patate.
I segreti delle spezie nel masala e la raffinatezza di friggere nel ghi rendevano il cibo nuovo, salutare, saporito e delizioso
e tutto era servito da te.
“Non era solo pane che mi dava, mi dava prasadam. Questa era vita, e mi salvò la vita.”