Anuttama das (Direttore Generale  delle Comunicazioni dell’ISKCON)

Dichiarazione della ISKCON, Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna

Ministero delle Comunicazioni

Anuttama dasa, Direttore Generale

Parabhakti dasa, Direttore Italia

05.05.2020

La tradizione Gaudiya Vaishnava, contribuisce da sempre ad alleviare la società umana dalla sofferenza aiutandola a connettersi con il Supremo, il rifugio finale e la fonte della pace; i membri della ISKCON sono addolorati nel vedere il forte impatto che l’emergenza COVID-19 ha  sul mondo.

Offriamo le nostre preghiere per il benessere di tutte le persone colpite dalla pandemia. Preghiamo per le anime che ci hanno lasciato, per i loro familiari e amici.

Preghiamo per le persone che sono malate e per i loro cari.

Preghiamo inoltre per i milioni di persone che soffrono a causa delle ripercussioni finanziarie dovute alle limitazioni imposte per arginare la diffusione del virus e che sono preoccupate per il futuro delle loro famiglie.

Offriamo la nostra gratitudine a tutti quelli in prima linea, impegnati a proteggere sia i vicini sia gli estranei.

Offriamo il nostro più profondo apprezzamento alle decine di migliaia di medici, infermieri e altri professionisti che mettono da parte la propria sicurezza per proteggere i bisognosi.

Ringraziamo le Forze dell’Ordine, i funzionari governativi, gli autisti dei mezzi pubblici, i dipendenti dei supermercati e i molti “comuni” ma eroici uomini e donne, che hanno guardato oltre la paura e la tranquillità personale per assistere i loro fratelli e sorelle del mondo.

Siamo anche ispirati nel vedere i credenti, di ogni culto, riunirsi in nuovi modi per mantenere viva la loro fede e la loro interconnessione.

Lodiamo le persone di tutte le fedi che non avendo accesso o dimestichezza con i moderni canali  di comunicazione proseguono nello studio dei libri sacri, pregano, cantano e compiono i loro riti nelle case o piccole comunità.

Ciò rafforza la convinzione, come affermano gli insegnamenti Vaishnava, che la devozione a Krishna, Dio non possa essere ostacolata da impedimenti materiali.

Si dice sia nei momenti più difficili che le persone tirino fuori il meglio di sé.

Le diverse fedi nel mondo offrono  forza, speranza, determinazione e altre prospettive di vita per superare le grandi sofferenze e avversità.

Nel corso della storia, la religione e la spiritualità hanno svolto un ruolo essenziale nell’elevare la coscienza delle persone.

Ma perché siamo tutti costretti a soffrire in questo modo?

I profeti, gli avatara, i santi e i saggi del passato hanno spesso messo in discussione la direzione intrapresa della società umana.

Dove stiamo andando?

Sembra che, quasi contro la nostra volontà, siamo stati assimilati da un obiettivo comune, un’invisibile forza sembra spingerci a sfruttare le risorse della terra alla ricerca di una crescita economica senza fine e di un consumismo incontrollato, come pure si è diffusa la convinzione che i piaceri temporanei possano soddisfare i desideri del cuore.

Il nostro pianeta e ora anche la nostra salute, sono diventati il danno collaterale di questa visione del mondo!

Nonostante i progressi economici e tecnologici, siamo stati costretti a rallentare.

È allora possibile che questa crisi offra l’opportunità di risvegliare la nostra decadenza dello spirito?

Questa sfida ci spinge a considerare la nostra vulnerabilità, la nostra interdipendenza, il nostro pianeta e Krishna, Dio.

Molti individui, comunità e organizzazioni stanno rispondendo con dignità e speranza: ci mettiamo le mascherine per tutelarci vicendevolmente, partecipiamo solo virtualmente a web concerti in cattedrali semivuote, ci uniamo online con famigliari e amici per cantare nei kirtan, ci adoperiamo per aiutare chi ci sta vicino.

Anche la ISKCON  sta cercando di fare la sua parte, ad esempio in India sono già stati distribuiti  30 milioni di pasti gratuiti ai bisognosi.

Il nostro cuore è affranto nel vedere la sofferenza che ci circonda, ma l’isolamento forzato sta rivelando anche aspetti positivi: i fiumi sono più puliti, l’aria è migliore, possiamo sentire nuovamente il canto degli uccelli nelle città e ammirare meglio le montagne.

Da questa fermata globale, cosa possiamo imparare?

Ora abbiamo più tempo per prenderci cura di noi e degli altri, dobbiamo quindi adoperarci per ridurre al minimo la minaccia del coronavirus prendendo tutte le precauzioni per proteggerci e proteggere chi ci sta vicino.

Ma non è solo del corpo fisico che dobbiamo preoccuparci, è ora di leggere, studiare, meditare, pregare,  connettersi, creare.

Con questo rallentamento possiamo celebrare il dono della famiglia e degli amici, anche se a distanza. E’ un’opportunità per crescere, per imparare ad aver pazienza e apprezzare gli altri e i sacrifici che fanno per noi.

È importante rendersi conto che siamo solo visitatori di passaggio in questo mondo, non rimaniamo che per pochi anni, giorni e ore, ma mentre siamo qui, abbiamo il dovere d’imparare a essere rispettosi e responsabili del pianeta e dei suoi abitanti e della nostra anima.

È anche un’occasione per rivedere le nostre scelte.

Dobbiamo agire in modo più responsabile dal punto di vista ambientale perché è confermato che il nostro ritmo di vita sta soffocando il pianeta e da quando abbiamo rallentato, la natura ha cominciato a rigenerarsi.

La scienza ha poi dimostrato che in particolare lo sfruttamento degli animali, compresa una dieta centrata sul consumo di carne, non solo contribuisce all’inquinamento, alle malattie cardiache, ai tumori, alla morte prematura, ecc., ma è un fattore indicativo nella diffusione di pandemie.

È quindi tempo di considerare scelte di vita più sostenibili e più sane, tra cui una dieta vegetariana.

È l’ora di considerare comportamenti alternativi che rispettino la natura, la vita, il nostro corpo, il nostro pianeta e si concentrino sugli scopi più elevati cui siamo chiamati.

È tempo d’imparare a misurare il progresso non solo guardando al PIL, ma anche alla salute collettiva fatta di felicità, pace della mente e progresso spirituale.

Non è il momento giusto, ma non lo è mai, di soccombere alla paura, avversare i diversi, i più vulnerabili, altre fedi, nazionalità o etnie o di alimentare tensioni tra le varie comunità.

I virus non fanno tali distinzioni e non dovremmo farle nemmeno noi, Dio ha dato questo mondo a tutti, impariamo a condividerlo fraternamente.

La nostra preghiera è che alla fine di questa emergenza si possa diventare migliori, più introspettivi, riconoscenti, più aperti a connetterci con gli altri e con Krishna, Dio; umili abbastanza da renderci conto che lo stile di vita cui eravamo abituati, con le sue estenuanti pressioni, la cultura materialistica cui abbiamo, pur inconsciamente, aderito, non sono il modo giusto in cui le cose dovrebbero andare.

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 L’Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna, ISKCON, è una branca della tradizione monoteista Gaudiya Vaishnava, che ha radici nella più ampia famiglia della Cultura Vedica.

Fondata nel 1966 da Srila A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada a New York City, l’ISKCON è cresciuta fino a diventare una comunità mondiale di oltre 600 templi, cui si aggiungono eco-villaggi, istituti di formazione,  scuole, ristoranti vegetariani e progetti di assistenza alimentare e sociale.

 La Bhaktivedanta Book Trust, casa editrice della ISKCON,  ha pubblicato oltre 525 milioni di libri e riviste in decine di lingue, diffondendo nel mondo  la cultura del bhakti-yoga, la devozione a Krishna, Dio.

 

(in inglese sul sito ISKCON NEWS)