Formulare con determinazione un voto solenne, un desiderio spirituale per il nuovo anno. Breve, chiaro e ripetuto molte volte e con sentimento

Durante uno dei miei viaggi in India, mi sono recato da un medico ayurvedico per preparare il mio corpo per le prossime molte opportunità. Volevo essere “sano come un pesce” e le cure andarono veramente bene. Durante il mio ultimo incontro con il medico, Mr. Raju, gli chiesi come avrei potuto mantenere lo stato di salute che avevo ottenuto, e pensai che mi avrebbe dato dei buoni consigli riguardo l’alimentazione, oppure sull’esercizio fisico e una vita centrata sul sattva guna. Ma mi ero sbagliato…

Il dottor Raju mi disse:

La cosa piu’ importante è avere un potente sankalpa, il prendere una decisione interiore. Tutte le migliori medicine e le terapie del mondo non funzionano senza aver preso questa decisione. In effetti, con un sankalpa non avresti praticamente bisogno di nient’altro.

Poi mi guardò intensamente negli occchi per vedere se avevo capito. Quello che aveva detto era così di buon senso che decisi di capire qualcosa di più riguardo il sankalpa.

Cos’è un sankalpa?

Nella Moksha-gita, un testo che riguarda le pratiche spirituali, ho trovato un’avvertimento riguardo le decisioni sbagliate:

Proprio come un baco da seta è avviluppato nel suo bozzolo, allo stesso modo un uomo è preso nella grande rete di nascite e morti a causa dei suoi sankalpa e dei suoi desideri.

(Moksha-gita 6.4)

Il testo continuava a spiegare che la mente materiale, confusa, sogna infiniti desideri materiali e poi decide di sodddisfarli. Questa determinazione creativa, questa affermazione, fa radici profonde nel cuore, e lega una persona a questo mondo di nascite e di morti. Ecco il sankalpa, una potete creazione mentale. Quindi molti dei trillioni di desideri espressi con le migliori intenzioni l’ultimo giorno dell’anno, in effetti fanno continuare l’esistenza materiale delle persone, invece che liberarle dai loro limiti.

Abbattiamo l’albero degli attaccamenti materiali

Ecco una tecnica molto potente per spiritualizzare la nostra vita. I desideri e le attività materiali generalmente causano degli attaccamenti. Ma quando i propri desideri e le proprie azioni vengono utilizzate al servizio della Trascendenza Suprema, allora proprio quello che aveva causato questa schiavitù diventa ciò che abbatte l’albero dell’esistenza materiale.

Il Bhagavata Purana domanda:

Non si può forse, o anima virtuosa, curare un male applicando come rimedio la sostanza stessa che l’ha provocato?

(SB 1.5.33)

Per esempio, un eccessivo consumo di alimenti a base di latte provoca talvolta disturbi intestinali, ma lo stesso latte, se trasformato in formaggio e unito ad alcune sostanze medicinali, guarirà il male. Così le tre fonti di sofferenza dell’esistenza materiale non possono essere eliminate soltanto con azioni materiali, queste devono essere spiritualizzate con la pratica del servizio di devozione. Come a contatto col fuoco il metallo acquista le stesse proprietà del fuoco, così ogni cosa materiale usata al servizio del Signore diventa subito spiritualizzata.

(spiegazione di Srila Prabhupada, SB 1.5.33)

A questo proposito, Vishvanatha Cakravarti Thakura spiega che perfino le attività ordinarie, come ad esempio lavarsi i denti, possono essere spiritualizzate, a patto che siano collegate con Kirshna. Srila Prabhupada spiega:

In questo stato di coscienza spirituale l’autore, l’offerta, la consumazione, l’officiante e il frutto del sacrificio fanno Uno con l’Assoluto, il Brahman Supremo. Questo è il metodo della coscienza di Krishna.

(Bhagavad-gita 4.24)

È come se una comune acqua tratta da un pozzo sia stata mischiata con dell’acqua del Gange e immediatamente si sia trasformata in un fiume sacro. Cosi, il sankalpa spirituale agisce come un arco nel quale l’arciere lancia la sua freccia ben oltre il raggio delle sue limitate possibilità. Questo ci sprona ad agire e a farlo, fuori dalla nostra abituale routine. E questo può essere come prendere del veleno misto a dell’acqua, il che uccide il naturale entusiasmo dell’anima.

Un sankalpa ravviva idealmente una connessione interiore con Dio. In momenti di necessità il nostro sankalpa ci mostra la via, proprio come le stelle che brillano nel cielo della notte. Ma voi dovete trattarlo come un buon amico, e poi coltivare quell’amicizia. Dovete trattarlo bene, come un buon amico e poi farlo cresecree.

Come trovare un sankalpa?

Il sankalpa spirituale fuoriesce dal profondo del nostro cuore, dove sono racchiusi i nostri desideri. È un desiderio che, per così dire, va oltre i molti desideri. Per esempio, una persona ha un grande desiderio di fare un viaggio in India. Ma se non va in profondità per compiere la meditazione spirituale che sta dietro questo desiderio, allora sarà sicuramente delusa perfino anche quando sarà arrivata lì fisicamente. Ma se una persona riesce a comprendere che dietro questo desiderio c’è per esempio, il desiderio di essere più vicini a Dio o quello di nutrirsi spiritualmente, allora potrà essere soddisfatto anche se non andrà in India perché vi sono altri modi (meno costosi) per essere assorti nella vita spirituale.

Lasciate che vi suggerisca un semplice metodo che utilizzo per trovare il mio sankalpa:

Primo passo: Cercate do trovare un luogo e un momento tranquillo nel quale “il rumore esterno” delle persone e i vostri pensieri si calmino.

Passo 2: Andate nel profondo del vostro cuore e domandatevi molte volte quale è la cosa più importante per voi e perché lo é.

Di solito, prima di fare questo passo, mi faccio aiutare da un testo sacro per rinfrescarmi la mente e connettermi con le cose più essenziali.

Un suggerimento: se avete trovato un sankalpa spirituale, generalmente proverete dentro di voi un “si luminoso” o verrete energizzati da esso in vari modi. Se questo segno non appare, continuate ad andare in profondità, proprio come un ciottolo che scende nel fondo di un pozzo.

Passo 3: Ritornate alla vostra consapevolezza normale e con le vostre azioni siate coerenti con il vostro sankalpa

Passo 4: Pregate per essere aiutati, condividete il vostro sankalpa con chi vi è più caro e chi è vicino a voi. Lo vedrete da voi stessi, avverranno dei miracoli.

Sarete messi alla prova

Nella scuola della vita ci sono sempre delle prove, che, a dire il vero, hanno solo uno scopo. Queste prove esistono per renderci più forti nella nostra determinazione. Quando il vostro sankalpa viene messo alla prova, ricordate che la vostra vita è un dono unico e che da voi ci si aspetta che troviate il vostro cammino, quello che è adatto a voi. Voi non potete vivere la vita di un altro. Proprio come il mangiare e il respirare sono qualcosa che solo voi potete fare, il sankalpa è molto personalizzato. Lasciate che vi spieghi:

Una volta un discepolo andò dal suo maestro e gli chiese:

Qual è il modo migliore per soddisfare il Signore?

L’inaspettata risposta fu:

Vai al crematorio e insulta un morto.

Prontamente il discepolo fece quello che gli era stato chiesto. Quando ritornò, il suo maestro gli chiese se il morto avesse risposto. E lo studente disse:

No, è rimasto in silenzio.

Allora vai e parla bene di lui invece.

Il discepolo obbedì e il guru gli chiese di nuovo se il morto avesse risposto.

No non lo ha fatto.

Il guru rispose:

Bene! Per soddisfare il Signore dovresti fare esattamente come loro. Quando tu pratichi la vita spirituale, le persone ti tratteranno male o parleranno bene di te. Non farti deviare dalle critiche o dal disprezzo delle persone ordinarie. Rimani invece aperto e desideroso di ricevere dei messaggi dalle persone sante. In quel modo troverai presto il tuo vero cammino.

Rimanete concentrati e connessi

Per aiutarvi a rimanere concentrati sul vostro sankalpa, esiste un potente mantra che può essere recitato prima del riposo oppure come prima cosa al mattino.

kayena vaca manasendriyair va
buddhyatmana vanusrta-svabhavat
karoti yad yat sakalam parasmai
narayanayeti samarpayet tat

Oh Signore, Ti offro tutto ciò che faccio, secondo la mia natura, usando il mio corpo, le mie parole, la mia mente, i miei sensi, la mia intelligenza e la mia coscienza purificata. Io Ti do ogni cosa, col pensiero che è tutto per il Tuo piacere.

(SB 11.2.36)

Conclusione

Può essere difficile navigare nelle difficoltà della vita, dove i continui cambiamenti sembrano essere l’unica costante. Ma per chi scopre il proprio sankalpa, l’Universo comincia a muoversi in suo favore, e il fatto che ogni cosa cambia, si trasforma nella più grande opportunità per ricominciare…

Sacinandana Swami
www.sacinandanaswami.com